lunedì 29 giugno 2009

Digitale terrestre e IPTV.

Il digitale terrestre sembra essere una cosa inutile per chi come me utilizza internet come mezzo per l'intrattenimento e l'informazione (oltre che per lavoro e didattica).
Difficile credere che questo mezzo prenderà piede in maniera semplice e popolare, o meglio è quasi impossibile credere che il digitale terrestre possa essere il mezzo più semplice ed efficace per la comunicazione video.
Telecom Italia, dopo il fallimento negli anni 90 del progetto di una rete superveloce in tutta Italia propone una "soluzione" commerciale.Si tratta di un decoder unico che oltre al digitale terrestre è in grado di ricevere l'IPTV un servizio televisivo a pagamento che utilizza la rete come mezzo di trasmissione. Famoso in questo senso è Alice Home Tv. Anche altri operatori stanno tentando servizi di IPTV che però non possono beneficiare della velocità della rete Telecom. Per l'IPTV è necessaria una disponibilità di banda elevata cosa che attualmente sembra scarseggiare: sembra che la banda è sia prevalentemente occupata dalle connessioni peer to peer.
Questo tipo di connessione è effettuata direttamente tra i diversi utenti di internet principalmente per lo scambio di video, inoltre viene utilizzata da Web TV come Joost che offre ai suoi utenti una grande varietà di contenuti video gratuitamente. Infatti la trasmissione di Joost è straordinariamente veloce e senza interruzioni. Il problema è la scarsa capacità di trasmissione della rete in tutta Italia. La Telecom ha provato ad attivare servizi Anti-digital-divide che forniscono, come nel mio caso, una connessione adsl che viene però divisa per circa 40 famiglie, soggetta quindi a sbalzi di velocità (soprattutto nei week end).
Telecom vuole ampliare le infrastrutture ma il processo è particolarmente costoso, perciò sta tentando di convincere gli utenti a pagare per una scelta maggiore e di maggior qualità di programmi televisivi. Con questi guadagni si propone di ampliare le infrastrutture, ma sarà difficile convincere gli utenti a pagare una varietà di contenuti che attualmente possono ottenere gratuitamente.
Le web tv stanno diventando tantissime: Rai propone in streaming tutti i programmi (con la rara eccezione di alcuni eventi sportivi) e in molti casi anche on demand gratuitamente sul suo sito. I programmi di Mediaset più visti sono stati caricati (illegalmente) su youtube. Inoltre ci sono ancora moltissimi contenuti disponibili legalmente sulla rete che si spera facciano passare la voglia di guardare quelli di Mediaset illegali. Il peer2peer permette il dowload di moltissimi film e telefilm (illegalmente) e a meno che non venga bloccato dai provider o dal governo non vedo alcun motivo per cui agli utenti venga la voglia di pagare.
Per approfondire l'argomento guardate Italia l'intervista a Piero de Chiara di Telecom su key4biz.

venerdì 12 giugno 2009

D'Alia, la censura su Internet e i falsi allarmi.

In questi giorni internet pullula di appelli allarmati su un emendamento del decreto sicurezza (Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiuta a mezzo internet) che toglierebbe la libertà ai blogger.
In realtà l'emendamento D'Alia non è passato!
Internet è libero! Talmente libero che Google funziona benissimo! E la rete è il mezzo migliore che abbiamo per diffondere notizie sia scritte che video, ma anche intrattenimento e comunicazioni sociali. Stiamo per entrare in un epoca (o ci siamo già) in cui la produzione di informazione è alla portata di tutti e in cui possiamo davvero scegliere cosa guardare ed ascoltare.
Dobbiamo essere noi i giornalisti di noi stessi, perché come sapete l'informazione in Italia è pessima.
Ho usato Google e fatto una verifica.
Il decreto sicurezza non è stato approvato completamente, infatti è composto da molti articoli che sono stati votati uno ad uno.
L'articolo in oggetto è il numero 60.
Ho digitato su Google news D'Alia e internet e mi ci è voluto poco per scoprire la verità tramite un articolo su Repubblica.it di Vittorio Zambardino.
Un estratto dall'articolo:

Il bello - e il tragico - di questa vicenda è che non solo coincide con un momento drammatico per la libertà di espressione, che la rete sta ignorando alla grande, ma realizza un effetto di “al lupo al lupo”, che renderà impossibile poi l’informazione corretta quando i disegni di legge realmente censori della rete, che alcuni esponenti della maggioranza hanno nel cassetto, arriveranno in discussione in parlamento.
Coraggio, cari blogger e utenti di Facebook, con la stessa puntualità con la quale avete riportato l’allarme, ora si dissemini la correzione di questa notizia falsa.

Se andate a leggere sul sito del Senato il testo del decreto sicurezza e divertitevi a trovate la scritta SOPPRESSO al lato dei 5 punti che compongono il terribile articolo.
Questo ci dimostra una cosa importante. Che internet ha un gran potere di diffondere le notizie in Italia (e nel mondo) ad una velocità incredibile, e la cosa più interessante è che tutti contribuiscono alla diffusione. Il problema è che nella stessa maniera si diffonde lo spam, le catene di Sant'Antonio e le bufale. Verificate sempre prima di diffondere qualsiasi notizia, solo in questa maniera si sfrutterà appieno la potenza della rete.