giovedì 26 novembre 2009

Hunter Walk di YouTube, NewTeeVee Live 2009

Anche quest'anno a San Francisco il sito New Tee Vee che si occupa di televisione e video via internet ha realizzato una conferenza mondiale con i migliori esperti in questo campo.
New Tee Vee Live 09 si è svolto il 12 Novembre scorso e ha avuto tra i suoi ospiti Hunter Walk, Director of Product Management di YouTube.
Ecco i punti chiave del suo intervento.

YouTube è cresciuta in maniera impressionante arrivando alla cifra di un milione di video visti al giorno. Walk afferma più che "media company" è una "media catalyst" cioè si propone di mettere in collegamento utenti e i produttori di contenuti indipendentemente dalla loro importanza. Su YouTube vengono caricate circa 20 ore di contenuti al minuto, questa grande quantità di materiali però mette in difficoltà l'utente che non sa cosa c'è di veramente interessante per lui. Per questo motivo YouTube sta facendo un gran lavoro affinché il proprio canale diventi davvero personale, in questo meccanismo hanno molto peso le sottoscrizioni, quello che si è visto anche in passato e non solamente nell'ultima sessione. Per fare questo ha introdotto i "related videos", la colonnina che javascript:void(0)vediamo solitamente aperta in basso a destra mentre guardiamo un video. Tra questi troviamo anche i video visti dai nostri amici, o quelli che avremmo voluto vedere in una precedente sessione di qualche giorno prima. Quello che cerca di fare YouTube è spingere i contenuti verso l'utente tenendo a mente tutto ciò che ha visto.

Come abbiamo visto è stato da poco introdotta l'alta qualità per i filmati.Solo l'1% dei video su YouTube è in alta qualità ma a breve la percentuale salirà al 10%. Per questo motivo anche la conversione video è cambiata. Walk afferma che su YouTube la qualità video sarà uguale o migliore del file sorgente.Per questo motivo i video del passato sono in lavorazione per essere ri-codificati affinché si possa sfruttarne la massima qualità, al momento sono a circa metà del lavoro. Questa qualità video sarà accessibile a tutti gli utenti che possono persistere a vedere video in alta qualità se disponibile richiedendolo solo all'inizio della sessione.

YouTube sta cercando di preparare i propri contenuti anche ad una visione su uno schermo televisivo tradizionale di grandi dimensioni. Grande peso hanno i telefoni cellulari nella realizzazione di video, dall'inizio dell'anno l'incremento di video provenienti da mobile è stato del 200%, e all'uscita di un nuovo modello di cellulare corrisponde un aumento costante nel tempo di video girati e caricati con questi dispositivi. Anche la TV tradizionale vista nel proprio soggiorno è una questione interessante, YouTube stringe accordi con produttori di nuove tecnologie e grandi broadcaster per quanto riguarda i contenuti. Circa 8 milioni di americani hanno provato a collegare la loro tv al computer, ma è un operazione difficile, per questo motivo se i dispositivi accelereranno questa operazione gli utenti seguiranno facilmente questi cambiamenti.
I contenuti di YouTube vengono trovati tramite motori di ricerca o siti esterni che inseriscono i video al loro interno, questo non fa alcuna differenza per i gestori di YouTube perché non credono sia importante attrarre l'utente dentro al sito. Uno dei motivi è che la pubblicità tenderà ad essere integrata all'interno dello streaming del video stesso. Questo è reso necessario anche dal crescente consumo di video su mobile. Si è sperimentato anche come i grandi partner commerciali traggano benefici da YouTube rendendo disponibili i loro contenuti, sopratutto quando interagiscono con gli utenti. Infine è interessante il tema del live streaming su cui si sta sperimentando da poco, un esempio ne è il concerto di YouTube live trasmesso in diretta nel novembre 2008.
Qui sotto il filmato della conferenza completa.

Watch live streaming video from gigaomtv at livestream.com

giovedì 3 settembre 2009

Telecom Italia e MyNextTV


Telecom Italia ha realizzato una piattaforma per le TV nazionali italiane, MyNextTV che fa parte di un sito chiamato Next Open Innovation, raccoglie una community che possono usufruire di un servizio di ricerca video e di ascolto di brani musicali on demand grazie alla collaborazione con il sito Grooveshark, inoltre si propone di realizzare applicativi per mobile e internet aprendosi ai developer esterni per poi farli testare ai propri utenti.
Da pochi giorni è disponibile il servizio di Web TV che permette di rivederi i programmi di la7, MTV, Qoob e Mediaset. Al momento sono disponibili quasi tutti i programmi on demand divisi in base al palinsenso. La pubblicità è mantenuta così come sulla rete tradizionale, non ci sono messagig pubblicitari all'inizio del filmato, e c'è ancora un po' di confusione, non tutti le clip corrispondono esattamente. Mediaset non ha ancora inserito tutto il palinsensto, ma solo alcuni notiziari. Finalmente anche le principali reti televisive private sono presenti nel panorama italiano della Web TV anche se con parecchio ritardo su quello della TV di stato. Se i servizi restaranno gratuiti, mediaset metterà on line tutti i suoi programmi e la community sarà ben gestita è probabile che sarà un sito molto frequantato nei prossimi mesi. È tempo di buttare l'antenna.

sabato 1 agosto 2009

Qik: streaming live mobile

Curioso sapere che Demi More trainata dal giovane marito Ashton Kutcher utilizza Twitter assiduamente. Davvero strano per dei VIP condividere così direttamente con il pubblico la propria vita. Oltre a scrivere hanno deciso di utilizzare anche Qik un servizio che permette di condividere live i filmati realizzati con il cellulare anche con chi non è iscritto al sito. Partner notabili sono livestream (ex mogulus) che possono essere utilizzati tramite il software Qik, disponibile per dozzine di diversi smartphone.
Date un occhiata ai video della Sir.ra Kutcher su Qik.

lunedì 29 giugno 2009

Digitale terrestre e IPTV.

Il digitale terrestre sembra essere una cosa inutile per chi come me utilizza internet come mezzo per l'intrattenimento e l'informazione (oltre che per lavoro e didattica).
Difficile credere che questo mezzo prenderà piede in maniera semplice e popolare, o meglio è quasi impossibile credere che il digitale terrestre possa essere il mezzo più semplice ed efficace per la comunicazione video.
Telecom Italia, dopo il fallimento negli anni 90 del progetto di una rete superveloce in tutta Italia propone una "soluzione" commerciale.Si tratta di un decoder unico che oltre al digitale terrestre è in grado di ricevere l'IPTV un servizio televisivo a pagamento che utilizza la rete come mezzo di trasmissione. Famoso in questo senso è Alice Home Tv. Anche altri operatori stanno tentando servizi di IPTV che però non possono beneficiare della velocità della rete Telecom. Per l'IPTV è necessaria una disponibilità di banda elevata cosa che attualmente sembra scarseggiare: sembra che la banda è sia prevalentemente occupata dalle connessioni peer to peer.
Questo tipo di connessione è effettuata direttamente tra i diversi utenti di internet principalmente per lo scambio di video, inoltre viene utilizzata da Web TV come Joost che offre ai suoi utenti una grande varietà di contenuti video gratuitamente. Infatti la trasmissione di Joost è straordinariamente veloce e senza interruzioni. Il problema è la scarsa capacità di trasmissione della rete in tutta Italia. La Telecom ha provato ad attivare servizi Anti-digital-divide che forniscono, come nel mio caso, una connessione adsl che viene però divisa per circa 40 famiglie, soggetta quindi a sbalzi di velocità (soprattutto nei week end).
Telecom vuole ampliare le infrastrutture ma il processo è particolarmente costoso, perciò sta tentando di convincere gli utenti a pagare per una scelta maggiore e di maggior qualità di programmi televisivi. Con questi guadagni si propone di ampliare le infrastrutture, ma sarà difficile convincere gli utenti a pagare una varietà di contenuti che attualmente possono ottenere gratuitamente.
Le web tv stanno diventando tantissime: Rai propone in streaming tutti i programmi (con la rara eccezione di alcuni eventi sportivi) e in molti casi anche on demand gratuitamente sul suo sito. I programmi di Mediaset più visti sono stati caricati (illegalmente) su youtube. Inoltre ci sono ancora moltissimi contenuti disponibili legalmente sulla rete che si spera facciano passare la voglia di guardare quelli di Mediaset illegali. Il peer2peer permette il dowload di moltissimi film e telefilm (illegalmente) e a meno che non venga bloccato dai provider o dal governo non vedo alcun motivo per cui agli utenti venga la voglia di pagare.
Per approfondire l'argomento guardate Italia l'intervista a Piero de Chiara di Telecom su key4biz.

venerdì 12 giugno 2009

D'Alia, la censura su Internet e i falsi allarmi.

In questi giorni internet pullula di appelli allarmati su un emendamento del decreto sicurezza (Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiuta a mezzo internet) che toglierebbe la libertà ai blogger.
In realtà l'emendamento D'Alia non è passato!
Internet è libero! Talmente libero che Google funziona benissimo! E la rete è il mezzo migliore che abbiamo per diffondere notizie sia scritte che video, ma anche intrattenimento e comunicazioni sociali. Stiamo per entrare in un epoca (o ci siamo già) in cui la produzione di informazione è alla portata di tutti e in cui possiamo davvero scegliere cosa guardare ed ascoltare.
Dobbiamo essere noi i giornalisti di noi stessi, perché come sapete l'informazione in Italia è pessima.
Ho usato Google e fatto una verifica.
Il decreto sicurezza non è stato approvato completamente, infatti è composto da molti articoli che sono stati votati uno ad uno.
L'articolo in oggetto è il numero 60.
Ho digitato su Google news D'Alia e internet e mi ci è voluto poco per scoprire la verità tramite un articolo su Repubblica.it di Vittorio Zambardino.
Un estratto dall'articolo:

Il bello - e il tragico - di questa vicenda è che non solo coincide con un momento drammatico per la libertà di espressione, che la rete sta ignorando alla grande, ma realizza un effetto di “al lupo al lupo”, che renderà impossibile poi l’informazione corretta quando i disegni di legge realmente censori della rete, che alcuni esponenti della maggioranza hanno nel cassetto, arriveranno in discussione in parlamento.
Coraggio, cari blogger e utenti di Facebook, con la stessa puntualità con la quale avete riportato l’allarme, ora si dissemini la correzione di questa notizia falsa.

Se andate a leggere sul sito del Senato il testo del decreto sicurezza e divertitevi a trovate la scritta SOPPRESSO al lato dei 5 punti che compongono il terribile articolo.
Questo ci dimostra una cosa importante. Che internet ha un gran potere di diffondere le notizie in Italia (e nel mondo) ad una velocità incredibile, e la cosa più interessante è che tutti contribuiscono alla diffusione. Il problema è che nella stessa maniera si diffonde lo spam, le catene di Sant'Antonio e le bufale. Verificate sempre prima di diffondere qualsiasi notizia, solo in questa maniera si sfrutterà appieno la potenza della rete.

giovedì 23 aprile 2009

Le telecomunicazioni in Italia


Non è facile riassumere in poche parole la storia delle telecomunicazioni in Italia, ma senza questo backgruound non è possibile comprendere il motivo dello sviluppo della rete e dei contenuti. La legislazione per quanto riguarda le telecomunicazioni in questo paese è stata sempre confusa, nonostante la liberalizzazione dei mercati la salute delle infrastrutture italiane non è buona.
L'italia è sempre un po'in ritardo rispetto al resto d'Europa e non riesce a trarre insegnamenti da parte delle altre nazioni europee. Per troppi anni i governi italiani si sono scontrati sul mantenimento del duopolio televisivo, senza preoccuparsi di legiferare a favore di nuove infrastrutture e aziende che avrebbero potuto finalmente sbloccare i dinosauri televisivi italiani.
Si parla di tv digitale terrestre perchè per troppo tempo si è ignorata l'importanza della cablatura del paese come vera alternativa e mezzo efficace per la trasmissione dei dati e di contenuti televisivi. Perchè ad oggi in Italia non abbiamo una rete abbastanza potente da poter permettere (a tutti) senza problemi la visione di contenuti video in maniera fluida? Non ci sono le infrastrutture.
La Telecom negli anni 90 ha provato a cablare con le fibre ottiche il paese completamente con il progetto "Socrates", ma non ce l'ha fatta,l'adsl funziona anche con i vecchi cavi di rame quindi perchè mettere le fibre ottiche?
In realtà il digital divide è un problema frequente e resta un problema anche quando ci sono i progetti anti digital divide. Insomma ancora oggi molti privati hanno troppa poca banda mentre i contenuti video sono diventati hd, richiedendo così una maggiore banda per essere scricati più rapidamente o visti in streaming. Certo, le compressioni sono sempre migliori, ma non basta.
Oggi ho letto un articolo sul" La repubblica" che dice che presto si arriverà ad avere per tutti una connessione da 100 mega. Bene, un buon motivo per continuare a produrre contenuti video di alta qualità (non intendo solo ad alta risoluzione)da far circolare grazie a questo aumento di banda dietro l'angolo.

lunedì 20 aprile 2009

Mogulus

Mogulus è una maniera per creare una web tv gratuitamente il video è prodotto da ICTv una Web TV che si occupa di tecnologia.

martedì 7 aprile 2009

Rai.tv, web tv con il nuovo player silverlight


Per quanto riguarda la televisione italiana la Rai è riuscita nell'ultimo anno a realizzare un sito ricco di contenuti e si è orientata recentemente alla personalizzazione da parte dell'utente. Rai.tv, il portale della televisione di stato è stato aggiornato recentemente utilizzando il nuovo silverlight 2, il player concorrente di Macromedia Flash che è stato sviluppato dalla Microsoft. Una nota negativa: questo player è utilizzabile solo da computer con processore intel quindi i vecchi mac non possono offrire dello streaming rai (sebbene su internet ci siano trucchi per installarlo anche su macchine vecchie, ma nel mio caso non hanno funzionato)
L'anno scorso si potevano vedere solo alcuni programmi poiché non vi era possibilità da parte del vecchio player (windows media player) di localizzare l'utente. Alcuni film e telefilm venivano infatti oscurati. Rai infatti possiede solo i diritti per la trasmissione in Italia.
Interessante la possibilità di vedere l'ultimo telegiornale trasmesso.
L'offerta dei canali come da spot pubblicitario è ampia (io ne ho contati 17) alcuni sono davvero live cioè in diretta e replicano le trasmissioni presenti sull'etere, altri in realtà sono on demand e raccolgono una lista di clip organizzate per via tematica che vengono visualizzate ogni volta che l'utente ne fa richiesta.
Da questo mese inoltre è possibile utilizzare MyRai.it un servizio che permette di registrarsi e salvare playlist, condividere video direttamente su facebook in maniera rapida, salvare i programmi preferiti e inviare via mail le clip video.